Nella bozza programmatica il Pd ha inserito il salario minimo (dovrebbe essere di 8 euro l'ora) che riguarda quel 15-20% di lavoratori non coperti dai contratti nazionali o distaccati e provenienti dall'estero. Per favorire la stabilizzazione dei contratti a termine il Pd indica poi due misure. La prima: il taglio del cuneo contributivo sul lavoro a tempo indeterminato. Un punto percentuale all'anno, per portare il cuneo dal 33% al 29 entro la fine della prossima legislatura. La seconda misura è una «buonuscita compensatoria» per i lavoratori temporanei: l'impresa che usa a lungo un lavoratore a termine senza stabilizzarlo, quando lo licenzia dovrà dargli un tot di giorni retribuiti per quanti mesi è stato in azienda. Prevista anche la «dote formativa», rendendo la formazione un diritto soggettivo: si parte a 18 anni con 150 ore di «conto formazione» che il giovane lavoratore potrà portarsi dietro anche se cambia azienda. Nello stesso pacchetto è inserito il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori: la «formazione terziaria professionalizzante» (successiva al diploma di secondo grado) dovrebbe essere estesa in 5 anni a circa 100 mila giovani. Attualmente sono 9 mila.